Stress lavoro correlato

Lo stress legato al lavoro rappresenta un rischio non certo nuovo, vista la copiosa letteratura scientifica in merito, ma la cui rilevanza sta cominciando ad emergere solo di recente, specie per la diffusione e l'attenzione che sta assumendo in ambito europeo.

I dati statistici evidenziano l’importanza del fenomeno:

  • Secondo l’istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza sul Lavoro, ISPESL, una percentuale compresa tra il 50% e il 60% di tutte le giornate lavorative perse è dovuta allo stress, che spesso si trasforma in malattia: disturbi gastrointestinali, depressione, insonnia, ecc.
  • Dall’indagine ISTAT del Dicembre 2008 “Salute e sicurezza sul lavoro”, emerge che sono oltre 10 milioni gli occupati (pari al 44%, su un totale di 23 milioni di lavoratori) che sentono di essere a rischio, non solo dal punto di vista fisico ma anche psicologico.
  • Da non trascurare, inoltre, che secondo i dati divulgati dall’Organizzazione internazionale del lavoro ILO ogni anno il 4% del PIL mondiale viene speso per problemi connessi a malesseri psico-sociali sul luogo di lavoro.


Il testo unico della sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/08) ha introdotto, all'articolo 28, un'innovazione significativa decretando la necessità dell’inserimento di una nuova figura professionale nella redazione del documento di valutazione dei rischi al fine di tutelare il lavoratore dal rischio di stress e, soprattutto, agendo in un'ottica preventiva, promuovere il benessere nel contesto lavorativo.

La tutela non è rivolta solo al lavoratore ed è indubbio che anche il datore di lavoro tragga beneficio dalla salute aziendale, sia in termini economici (grazie alla riduzione di infortuni e turn over e all'aumento della produttività), sia rispetto alla gestione della propria leadership, in quanto è più agevole guidare del personale motivato e “sano“.